Il periodo fascista

Nel 1938 ci fu a Bologna un Convegno in cui si davano le direttive su come e cosa produrre per i più giovani. In quell’anno, dal 9 all’11 novembre, sotto l’egida del Ministero dell’Educazione Nazionale e di quello della Cultura Popolare, l’Ente Nazionale per le biblioteche popolari e scolastiche e il Sindacato nazionale fascista-Autori e scrittori organizzarono un incontro tra scrittori, pedagogisti, bibliotecari e studiosi che avevano a cuore la condizione culturale dell’infanzia.

È il primo convegno sul tema della letteratura definita non “per l’infanzia”, ma “infantile” o “giovanile”, sulla scia forse della “giovinezza” del periodo.
Dagli atti di questo convegno, risulta che la produzione editoriale deve rivolgersi al bambino concepito come “naturalmente fascista”, che il libro per l’infanzia dev’essere nutrimento di fede e di patriottismo, di bontà e forza, di sacrificio e di disciplina. Ma, soprattutto, che la letteratura giovanile deve affrancarsi dai libri stranieri, nocivi perché portatori di fantasmi e sentimenti che allignano in altre razze e quindi avrebbero disorientato i nostri giovani.
Subito prima, e a seguito delle leggi razziali, si era avuto il provvedimento noto come “Bonifica del libro”, censura dei testi non graditi, libri cioè che avrebbero consentito ai più giovani di capire che intorno a loro c’era altro nel mondo e non solo la propaganda. Vengono quindi censurati i libri di autori e lingua inglese, la lingua dei futuri nemici, e vengono soppressi i fumetti americani, con la breve eccezione di Walt Disney [31-35], ma per un tempo limitato. Unica deroga è la collana La Scala d’Oro della Utet di Torino [35-38] che mantiene una certa distanza dal regime e da questo non viene importunata. Nonostante annoveri tra i suoi redattori esponenti di famiglie ebraiche come Eugenio Treves e Giuseppe Morpurgo, quindi scrittori non graditi, continua a pubblicare tra il 1932 e 1937 riscritture di classici della letteratura di tutti i tempi, dalla Divina Commedia alla Gerusalemme del Tasso, dalle Commedie di Shakespeare a Robinson Crusoe e altri capolavori.

Continua ad essere pubblicata anche la collana La biblioteca dei miei ragazzi di Salani [39-41] composta di traduzioni di romanzi apparsi a puntate a partire dagli anni ’20 sul settimanale francese per l’infanzia La semaine de Suzette, con protagoniste soprattutto ragazzine. Furono poi immesse nella collana opere di autori italiani che contrapponevano alle eroine francesi protagonisti maschi.