I Periodici

Nel 1782, in Francia, il maestro e scrittore Arnaud Berquin iniziò a pubblicare l’Ami des Enfants, [102] uno dei primi giornali per ragazzi. Si trattava di un periodico di piccolo formato contenente una raccolta di dialoghi, commedie, racconti e lettere caratterizzati dalla semplicità di linguaggio che valse alla pubblicazione l’affetto dei piccoli lettori aristocratici cui si rivolgeva.

Poco dopo il Risorgimento le riviste per l’infanzia cominciarono a pullulare.
Tra queste il Giornale per i bambini [103] di Ferdinando Martini, stampato a Roma dal 1881. Questo periodico intendeva proporre ai bambini italiani un settimanale simile a quelli che circolavano all’estero e introdusse una grande novità: la posta dei lettori, con cui, per la prima volta i ragazzi potevano partecipare direttamente alla vita del giornale. Nel 1889 fu assorbito da Il giornale dei fanciulli, [105] pubblicato da Treves e diretto da Cordelia e da Achille Tedeschi, che si rivolse ad un pubblico di bambini alle prese con le prime letture e fu stampato per ben 20 anni fino al 1901.

Ma la stampa periodica per ragazzi non si staccò dal mondo della scuola, risultando così pedante e didattica, fino al 27 dicembre 1908 quando uscì, come supplemento illustrato del Corriere della Sera, il celeberrimo Corriere dei piccoli. [106] L’idea della sua creazione fu del direttore Luigi Albertini, che aveva voluto rinnovare il Corriere della Sera creando un nuovo progetto editoriale che comprendesse un giornale politico, un settimanale d’attualità (La Domenica del Corriere) e un settimanale per bambini, di cui affidò la direzione a Silvio Spaventa Filippi. Sulle sue pagine sono stati creati i personaggi più cari all’infanzia di varie generazioni, come il fortunatissimo signor Bonaventura di Sergio Tofano, Sor Pampurio di Carlo Bisi, l’impertinente Valentina Melaverde di Grazia Nidasio
e tanti altri.

Negli anni ‘20 e ‘30 i giornali per ragazzi prolificarono notevolmente anche se molti non riuscirono a smarcarsi dall’ideologia fascista e anzi diventarono in qualche caso stampa di regime, ma soprattutto si incrementarono i fumetti. Tra gli altri nel 1935 nacque l’Intrepido [107] che inizialmente pubblicò avventure di tipo popolare per poi variare nel corso della sua lunga esistenza durata fino al 1998.

Due anni dopo anche il mondo cattolico si avvicinò alla stampa periodica per ragazzi con Il Vittorioso, [108] che scelse di pubblicare solo fumetti di autori italiani, il che permise ai nostri autori di elaborare proprie modalità di invenzione svincolate dall’influenza dei balloons americani.

Alla fine degli anni ‘50 comparve Il Giorno dei Ragazzi [109] un settimanale a fumetti nato come supplemento del giovedì al quotidiano Il Giorno. Questo periodico fece conoscere a un vasto pubblico famose serie come fra gli altri Superman, Tarzan, l’Agente X 9.

Nel 1972, da una costola del Corriere dei Piccoli si staccò il Corriere dei ragazzi [110] che scelse l’avventura come codice per la comunicazione dei vari argomenti. Apparvero così le serie Fumetti della realtà, racconti interpretati da personaggi esistenti tratti dalla cronache e dalla storia, e Dal nostro inviato nel Tempo di Mino Milani.