Gli anni ‘60 e ‘70

Con l’avvento degli anni ’60 l’attenzione verso l’infanzia non fu più soltanto episodica e la letteratura giovanile diventò uno dei problemi più discussi dal mondo dell’educazione di quel periodo.

Nel 1964 a Bologna si svolse la prima Fiera internazionale del libro per l’infanzia e la gioventù che ancora oggi segna una tappa fondamentale per chi si occupa a vario titolo di questo settore dell’editoria.

In quegli stessi anni fu introdotto l’obbligo della lettura di un’opera di narrativa moderna durante il secondo e il terzo anno della scuola media inferiore e così molti editori diedero vita a collane dedicate come ad esempio Letture per la scuola media di Einaudi.

Gli stessi insegnanti promossero esperienze che sfociarono nella produzione di testi ed allora nacquero i libri di don Lorenzo Milani, Alberto Manzi e Mario Lodi.

I contenuti dei libri per ragazzi si divisero in due correnti: una più progressiva e libertaria e un’altra più conservatrice e moralista che tendeva anche a riproporre, rimaneggiandoli, i grandi classici del passato [59]. Mentre quest’ultima era sostenuta dalla produzione cattolica e dalle correnti pedagogiche tradizionaliste, l’altra invece mirava a presentare ai ragazzi tutti i problemi più attuali senza tentare di edulcorarli o appesantirli con elementi moralistici e pedagogici. Tra gli autori che si inserirono con entusiasmo in questo filone sicuramente Gianni Rodari [60]  e Italo Calvino con il suo Marcovaldo [61].

In quegli anni fiorirono molti progetti editoriali di collane per le ragazze, come Betty dell’editore Capitol
[62-63] che però, nonostante la ventata di modernità, partirono da una posizione arretrata rispetto alla figura femminile, eccezion fatta forse per i Gialli per Ragazzi di Mondadori che avevano per protagonista la detective in erba Nancy Drew [64].

Alla fine degli anni Sessanta Rosellina Archinto, fondatrice nel 1966 della Emme Edizioni, si accorse che le immagini proposte nei libri per i bambini erano povere e quindi decise di proporne altre più raffinate [65]; inoltre, constatando un certo conformismo nei testi, si impegnò a realizzarne altri più moderni.

Nel frattempo Bruno Munari iniziò per Einaudi la prestigiosa collana per bambini Tantibimbi con cui tentò di offrire loro una molteplicità di stimoli testuali e visivi.

Dalla seconda metà degli anni ‘70 esordirono le Edizioni dalla parte delle bambine e iniziarono ad uscire le collane dedicate ai bambini dai 2 ai 6 anni come Dire fare giocare della Nuova Italia Educazione Primaria di Nicoletta Codignola e I libri coi buchi di Loredana Farina per La Coccinella.

Per i ragazzi più grandi Editori Riuniti con la collana Biblioteca giovani iniziò a parlare di droga, di carcere minorile, di Europa, di partecipazione civile.

Al realismo vanno ascritti anche i racconti per ragazzi di Luigi Malerba [66], che lui stesso definiva “libri anfibi”, cioè da leggersi in comune fra genitori e figli, e Lettere dal domani [67], testo in cui il giornalista e scrittore Romano Battaglia raccolse decine di lettere di bambini di tutto il mondo affrontando e facendo conoscere storie di piccole vittime della violenza e dell’indifferenza.

Negli anni ‘70 fecero la loro apparizione in Italia le biblioteche pubbliche per ragazzi con l’istituzione a Genova della capostipite: la Biblioteca Internazionale per ragazzi
De Amicis
[68]
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